Deleghe in condominio

L’art. 67 disp. att. cod. civ. attribuisce a ogni condomino la possibilità di intervenire all’assemblea condominiale anche a mezzo di rappresentante. La norma non subordina tale potere a particolari condizioni, quindi la delega può essere validamente conferita sia a un condomino sia a un soggetto estraneo al condominio, in ogni caso il soggetto delegato non può a sua volta delegare altri soggetti alla partecipazione in assemblea

Anche nell’ipotesi in cui un piano o porzione di piano dell’edificio appartenga in proprietà indivisa a più persone, queste hanno diritto a un solo rappresentante nell’assemblea, che è designato dai comproprietari (art. 67, comma 2, disp. att. cod. civ.).

Attenzione però nei condominii con più di venti partecipanti, il delegato non può ricevere un numero di deleghe superiore a un quinto del complessivo numero delle “teste” di cui si compone il condominio e che contestualmente neppure superino il quinto del valore dell’edificio. Insomma, chi possiede più di duecento millesimi non può più farsi rappresentare in assemblea

La riforma, poi, ha vietato di delegare l’amministratore per qualunque tipologia di assemblea. Un divieto che non ammette eccezioni. Quindi anche se l’amministratore è un condomino in ogni caso non potrà avere alcuna delega.

Nel caso invece di supercondomini,  nel caso in cui i condomini siano più di sessanta il singolo condomino non potrà più partecipare personalmente, essendo ora obbligato, a nominare un rappresentante che presenzi ed esprima il voto all’assemblea generale in sostituzione di tutti i partecipanti del singolo condominio facente parte del più ampio complesso condominiale.

Timoteo LAMKIN

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